La nostra chimera non è la crescita, la nostra chimera è la poesia.

La forza della poesia e la forza del luogo, l’idea che bisogna partire da una fonte che sia nostra.
Ecco Aliano, un’esperienza aperta all’impensato, una tre giorni di cose intime e di passioni civili.
Una cerimonia dei sensi contro l’autismo corale. La paesologia festeggia un paese e i suoi abitanti, festeggia i cardi, i lampioni, i muri nuovi e quelli antichi. Tre giorni in cui il sud creativo prova anche a essere un sud corale. Un festival leopardiano, una serena obiezione alla modernità incivile.
Ci saranno oltre cento ospiti e molti visitatori provenienti da tutta Italia. Non spettatori, ma turisti della clemenza, attori di una rivoluzione lieta, click here senza ire. Ad Aliano ci congediamo dal vecchio secolo, entriamo nell’epoca dei luoghi, indichiamo un piccolo paese come capitale di un grande sogno: l’Italia come luogo di raduno degli spiriti insofferenti alla dittatura dell’economia. Abbiamo bisogno di partire da un posto preciso. Fare comunità, anche se comunità provvisorie. E rompere gli steccati delle discipline, rompere la grande separazione della politica dalla poesia. La festa della paesologia non ha bisogno di proclami, è un racconto senza approdi predefiniti. Andiamo, andiamo insieme ad Aliano. Andiamo nei calanchi piuttosto che infilarci al casello del pensiero unico. La nostra chimera non è la crescita, la nostra chimera è la poesia.