C’è la festa della paesologia

Ad Aliano (Matera) dal 22 al 27 agosto c’è la festa della paesologia. La festa è ideata e concepita da Franco Arminio, il paesologo che da anni attraversa e racconta i paesi dell’Italia interna.
L’organizzazione è a cura del Comune di Aliano, col contributo economico della Regione Basilicata.
Nel paese descritto da Carlo Levi nel suo Cristo si è fermato a Eboli si radunano lietezze operose e inoperose, affanni, tremori, tentativi di seminare qualcosa nella miseria spirituale dilagante. Aliano è lontana, non arrivano masse distratte, ma casi singoli, anime spaiate, gente che non appartiene al consorzio dei furbi e degli ingordi. Aliano è un’isola, un altrove dentro l’Italia, un luogo in cui anche la desolazione diventa beatitudine: è l’eros dell’orlo, l’oreficeria del vuoto.
Il paesaggio inoperoso dei calanchi, una volta considerato emblema del disagio, oggi diventa lirico, solenne. Ciò che stava dietro si fa avanti. Il margine diventa fecondo. La festa della paesologia contiene l’idea che nei luoghi dell’Italia interna può nascere qualche germoglio di una nuova civiltà che ci piace chiamare umanesimo delle montagne.
Crediamo che la poesia e le arti in generale possano avere un ruolo importante di riattivazione comunitaria. La festa della paesologia intreccia ardori intimi e passioni civiche. Non è un festival del cinema, della letteratura, della musica, ma una comunità provvisoria che intreccia gli abitanti del paese, le persone invitate e i visitatori. Per sei giorni e sei notti si legge, si canta, si suona, si discute in un cantiere che è una serena obiezione all’autismo corale.
Il futuro è in chi crede alla terra e alla sua sacralità, non in chi pensa solo a saccheggiarla. Il futuro è chi non guarda il Sud con la vecchia lente sviluppista, ma in chi lavora con scrupolo e utopia, in chi tiene assieme il computer e il pero selvatico.
La festa della paesologia non propone un divertimento estivo, ma una nuova militanza, poetica e politica. Chi viene ad Aliano sceglie una visione, partecipa a una lotta. La Luna e i Calanchi fa parte di un movimento più ampio sulle aree interne. Arminio ha redatto la bozza di strategia della Montagna Materana, area pilota del progetto costruito da Fabrizio Barca, e con molte altre persone ha creato la casa della paesologia a Trevico, in Irpinia.

Direzione artistica: 388 7622101
Coordinamento organizzativo, livio: 3441316980
Informazioni logistiche: giuseppe e salvatore 3490609589

Sette poesie per chi è venuto ad aliano

1.
aliano
in quattro giorni
quattro ore di sonno.
però ogni tanto
andavo a distendermi a casa
e chiudevo gli occhi e mi godevo
la stanchezza.
2.
verso le cinque del mattino
dietro la casa di levi
il cielo mi è sembrato un paese.
la via lattea una grande una piazza
buona per conversare
per camminarci dentro.
3.
aliano è una mongolfiera.
è per chi crede
che tutto il mondo è un cielo.
4.
partiamo da qui:
un poco di attenzione,
un dire che sia semplice
un fare che sia dolce.
5.
ad aliano le stelle sanno di pane.
la lucania di scotellaro, pierro e sinisgalli
si è trasferita in cielo.
6
piazza garibaldi
io la chiamerei piazza rocco scotellaro.
la strada più lunga
la chiamerei corso delle argille.
nel cielo di aliano
ci sono sempre due nibbi,
darei un nome anche a loro.
7
grazie
a quelli che sono venuti
nel mar della argille,
a quelli che sono sbarcati
al porto di aliano,
ai camminanti nel paese gremito
di sole,
grazie agli affaccendati
che hanno trovato il tempo
di guardare il cielo.

Franco Arminio

disegno di Cyop&Kaf – foto david ardito

Aliano saluta Matera 2019

Continua il reciproco scambio culturale, tra la città dei Sassi, candidata a capitale europea della cultura 2019, e, il territorio lucano, che supporta questo importante obiettivo da raggiungere; ieri mattina, 23 Agosto, la carovana Matera 2019 ha fatto tappa ad Aliano, in Piazzetta Garibaldi, dove è in corso, ricordiamo, l’affascinante festival denominato “La luna e i Calanchi”, detto anche festival della paesologia; una iniziativa, quella in programma dal 21 al 24 Agosto, che vuole raccontare, attraverso varie forme d’arte, con dibattiti ma, sopratutto con la poesia, tutte le opportunità che le variegate autenticità di un paese può offrire per lo sviluppo di un territorio. E’ qui, ad Aliano, durante il festival della paesologia, che converge per 4 giorni no stop il meglio delle tensioni civili e artistiche, dice il poeta campano Franco Arminio, direttore artistico del progetto; è qui che converge per 4 giorni una comunità provvisoria la quale ritorna a guardarsi negli occhi a prestare attenzione alle cose, rallentando il ritmo del tempo.

Trm Radiotelevisione del Mezzogiorno
Articolo completo: http://www.trmtv.it/home/primo-piano/2014_08_24/75858.html

Aliano, la luna e i calanchi tra cultura e poesia

Aliano era un luogo d’esilio, con «la luna e i calanchi» diventa luogo d’accoglienza. Il paesaggio dei calanchi era l’emblema della povertà e della fatica, oggi questo «inoperoso» territorio appare di solenne bellezza e diventa un elemento di attrazione. Anche per questo si svolge ad Aliano in provincia di Matera dal 21 al 24 agosto il «festival della paesologia», quattro giorni in cui intellettuali, artisti, animatori culturali e amministratori s’incontrano non tanto per esibire la propria arte o la loro esperienza, ma per costituire una comunità provvisoria fatta appunto dagli invitati, dalle persone del paese e dalle tantissime persone che vengono da ogni parte d’italia ad assistere al festival all’insegna del motto: piccolo paese grande vita.

La paesologia è una forma d’attenzione ai paesi per come sono adesso e su cosa possono diventare in futuro. In uno dei momenti del festival che si chiama «parlamenti comunitari» si parlerà diffusamente del futuro dei paesi, con particolare riferimento ai paesi del nostro Appennino (un territorio che ci piace chiamare «Mediterraneo interiore»). A questi parlamenti moltissime persone di varia estrazione: ci saranno i maggiori esponenti della politica lucana, ci sarà Fabrizio Barca, ci saranno urbanisti, giornalisti, antropologi, poeti, musicisti, uomini di teatro e persone impegnate nella difesa del territorio, insomma un dialogo tra politica e poesia, tra passioni civili e tensioni intime.

Un altro momento importante del festival sono le scuole provvisorie. Ce ne saranno due di fotografia, due di cinema, una di scultura, una di canto e una di musica.
Oltre alle scuole, sono previste varie performance artistiche e installazioni artistiche permanenti (tra gli altri saranno presenti anche Cyop&Kaf).
Per la parte teatrale segnaliamo la presenza, tra gli altri, di Rocco Papaleo, Iaia Forte, Fabrizio Saccomanno, Ulderico Pesce (che presenterà in anteprima il suo lavoro sulla paesologia e su Franco Arminio)
Ricchissimo il calendario dei concerti: Rosapaeda, O rom, Il parto delle nuvole pesanti, Il canzoniere greganico salentino e tanti altri gruppi. Saranno presenti Antonio Infantino (che riceverà un premio alla carriera), Rocco De Rosa, Luigi Cinque, Carmine Ioanna, Canio Loguercio, Alessandro D’Alessandro, Caterina Pontrandolfo e molti giovani musicisti.
Ovviamente in un festival della paesologia ci sarà molto spazio per i poeti. Le letture di versi accompagneranno tutti i momenti della giornata e si svolgeranno anche all’alba. Segnaliamo tra gli altri, le letture di Andrea Di Consoli, Alfonso Guida, Antonella Bukovaz, Franca Mancinelli e di Franco Arminio, ideatore e curatore del festival.

Approfondimenti e programma:
www.lalunaeicalanchi.it
https://it-it.facebook.com/lalunaeicalanchi
https://twitter.com/lunaecalanchi

Un nuovo umanesimo delle montagne

left
Franco Arminio: «Un nuovo umanesimo delle montagne»

L’arcaico e la modernità insieme. Il paese come luogo aperto a nuove immaginazioni e non come ripiegamento nostalgico. Il poeta e scrittore Franco Arminio racconta come far crescere «un’economia dolce e comunitaria, antidoto alla miseria spirituale».

Difficile portare i turisti nei paesi dell’Italia interna. Ci vogliono nuovi residenti. Non ne servono neppure tanti, ma devono essere residenti “forti”. Che significa? Significa persone che vengono nei paesi a fare la loro vita, non a finirla. Significa persone che riprendono dai margini la sfida all’impensato. Il paese non come luogo dove tirare i remi in barca, ma come luogo di apertura a nuove immaginazioni. Non un luogo di un ripiegamento nostalgico, ma sagra del futuro. L’arcaico più arcaico e la modernità più avanzata che procedono insieme e danno ai paesi una forza che non hanno mai avuto. Poesia e politica, azione e contemplazione, intimità e distanza. Quello che era separato si intreccia, si mette assieme senza avere mete predefinite. Non è il caso di parlare di sviluppo e neppure di decrescita. Ogni luogo produce una sua idea dell’abitare. Non ci sono parole taumaturgiche. La salvezza non è la comunità, ma non è neppure la tecnologia. Bisogna usare quello che abbiamo e anche quello che non abbiamo. Bisogna usare un’idea della vita e anche un’idea della morte.

Cosa significano queste parole rispetto a quello che deve fare la politica? Come si deve lavorare per destinare i fondi comunitari disponibili da qui al 2020? Il punto di partenza non sono i progetti. Il punto di partenza è sostenere le nuove residenze, sostenere chi si sposta nell’Italia interna, portando in quei luoghi il proprio ingegno. Può essere un caseificio o un’agenzia pubblicitaria, l’importante è che ci sia un lavoro vero. L’importante è che il modello non sia la modernità incivile che ha distrutto gran parte dell’Italia negli ultimi decenni. I piccoli paesi dell’Italia interna non sono luoghi da far diventare come il resto dell’Italia. Non vanno visti come luoghi da riempire. Se il modello è portare lo sviluppo che abbiamo conosciuto fin qui, è meglio che questi luoghi siano del tutto abbandonati. L’incuria per molti aspetti rischia di essere meno dannosa della politica.

Bisogna investire sulla gomma più che sulla matita. I piccoli paesi non hanno bisogno di nuove strade, di nuove piazze, di nuovi lampioni, di nuove panchine. Hanno bisogno di produrre latte e uova, hanno bisogno di giovani che lavorano la terra. Bisogna incoraggiare nuove forme di artigianato, bisogna incoraggiare le cooperative di comunità. Non è importante essere in pochi o in molti, ma come le persone organizzano la loro vita. Nei piccoli paesi occorre avviare politiche che congedino il modello consumista e individualista. Gli obiettivi non devono essere misurabili in chiave strettamente economica. Un’economia dolce e comunitaria può essere un buon antidoto alla crescente miseria spirituale. L’Italia si salva se si salva l’Italia interna. Bisogna finanziare i germi di una nuova civiltà, quella che io chiamo nuovo umanesimo delle montagne. Non si può continuare a finanziare la distruzione del paesaggio, non si può guardare all’Appennino come un luogo da omologare all’Italia delle pianure (che appare sempre più una grande garage di macchine e palazzi, di carcasse e carne).

http://www.left.it/2014/08/21/franco-arminio-nuovo-umanesimo-delle-montagne/17283/

Ad Aliano un festival tra luna e calanchi

Tre giorni in cui il sud creativo prova a essere corale. Un festival di poesia, lettura e canti con oltre cento ospiti.

“A fine agosto ad Aliano c’è una comunità che si crea e poi si dissolve. Non è un disegno, non è una rivoluzione, è una festa in cui è lecito mettere assieme anche i dubbi e gli affanni”.

Così il paesologo Franco Arminio annuncia l’avvio del festival “La Luna e i Calanchi” che si terrà ad Aliano, in provincia di Matera:

“Un festival lieto e dolente – spiega Arminio – per chi non vuole dissolvere misteri con l’abbaglio della ragione, per chi non vuole irrigare il mondo con le proprie opinioni, ma vuole solo guardarlo. Suonare, scrivere poesie, fare film non serve a niente. Solo se capiamo questo possiamo suonare bene, scrivere buone poesie, fare bei film. Ad Aliano la poesia esce dalla pagina, la musica dallo spartito, il cinema dalla pellicola. Non esiste più la letteratura, non esiste più la musica, non esiste più il cinema.

C’è un unico grande spazio in cui avviene tutto, una fornicazione universale delle anime. In questo spazio confuso e convulso bisogna sapersi scegliere i vicini, sapere che facilmente diventano nemici. Gli esseri umani e i luoghi ogni giorno ci danno scene diverse, la mutazione non è più dei secoli ma dei minuti. E allora non ha senso un festival che onora un’arte, non ha senso un festival che organizza la distrazione degli schiavi per poi riportarli al lavoro. Ci vuole una storia più semplice – conclude Arminio – ritrovarsi con lo smarrimento e con lo sfinimento in cui siamo. E leggere, suonare, filmare, farlo perché non serve a niente”.

La forza della poesia e la forza del luogo, l’idea che bisogna partire da una fonte che sia nostra, ecco Aliano, ecco non una carrellata di grandi artisti, ma un’esperienza aperta all’impensato, una tre giorni di cose intime e di passioni civili.

Tre giorni in cui il sud creativo prova anche a essere un sud corale. Un festival leopardiano, una serena obiezione alla modernità incivile. Ci saranno oltre cento ospiti e almeno duecento visitatori provenienti da tutta Italia. Ad Aliano c’è un’altra idea di pubblico. Non spettatori, ma turisti della clemenza, attori di una rivoluzione lieta, senza ire. Ad Aliano ci congediamo dal vecchio secolo, entriamo nell’epoca dei luoghi, indichiamo un piccolo paese come capitale di un grande sogno: l’Italia come luogo di raduno degli spiriti insofferenti alla dittatura dell’economia. Abbiamo bisogno di partire da un posto preciso. Fare comunità, anche se comunità provvisorie. E rompere gli steccati delle discipline, rompere la grande separazione della politica dalla poesia. Per questo avremo insieme Fabrizio Barca e Antonio Infantino, Franco Cassano e Rocco Papaleo, Ulderico Pesce e Piero Bevilacqua, Vito Teti e Andrea Di Consoli, Francesco Erbani e Daniele Sepe, Rocco De Rosa e Franco Arminio. La festa della paesologia non ha bisogno di proclami, è un racconto senza approdi predefiniti. Andiamo, andiamo insieme ad Aliano. Andiamo nel calanchi piuttosto che infilarci al casello del pensiero unico. La nostra chimera non è la crescita, la nostra chimera è la poesia

Programma 2014

Scarica il programma La Luna e i Calanchi 2014 in PDF

Aliano, 21/24 agosto 2014

Edizione in memoria di Luigi Scelzi (1975-2014)

Martedì, 19 agosto 2014

Anteprima Festival
21.30, Piazza Garibaldi
Aspettando la luna e i calanchi
Pino Quartullo in I lunatici o i viaggiatori sulla luna

Giovedì, 21 agosto 2014

16.00 , Casa di Carlo Levi
Note di avvio in memoria di Luigi Scelzi
Franco Arminio, Luigi De Lorenzo
Canti e suoni dalla terrazza di Carlo Levi
Pasquale Innarella, Carmine Ioanna, Caterina Pontrandolfo

17.00
Passeggiata comunitaria nei calanchi
con canti, poesie, narrazioni
Egidia Bruno, Luigi Cinque, Alessandro D’Alessandro, Giuliana De Donno, Iaia Forte, Carmine Ioanna, Nadia Kibout, Antonio Petrocelli, Gloria Pomardi, Fabrizio Saccomanno, Terrae

21.30, Piazza Garibaldi
Concerti per Aliano
Terrae, Frammenti acustici

22.00, Piazza Garibaldi
Concerti per Aliano
Il parto delle nuvole pesanti

23.00, Piazzetta Panevino
Le regole dello sguardo
Roberta Bertozzi, Antonella Bukovatz, Aurora Castro, Giulia Chianese, Ludovica De Vincenzi, Valentina Diana, Claudia Fofi, Carmen Gallo, Giovanna Iorio, Silvana Kuhtz, Franca Mancinelli, Susanna Mendoza, Maria Grazia Palazzo, Anna Petrungaro, Gilda Policastro, Cecilia Resio, Benedetta Ricci, Rossella Tempesta, Annalisa Teodorani

1.00, Piazza Garibaldi
Concerti per Aliano
Marichka Connection

1.30, Auditorium
Il giorno della lettera
di Pasquale Marino
Transeurope Hotel
concerto e film di Luigi Cinque
Il segreto
di Cyop&Caf

Venerdì, 22 agosto 2014

10.00, Auditorium
Residenze artistiche in Basilicata
Franco Arminio, Rocco Calandriello, Luigi De Lorenzo, Massimo Lovisco, Antonio Nicoletti, Ulderico Pesce, Liliana Santoro, Maria Carmela Toce

11.00, Casa di Carlo Levi
Letture di mezzogiorno
Casa d’altri di Silvio D’Arzo, letto da Stefano Costanzi

12.00, Auditorium
Se i calanchi potessero parlare…
150 anni di menzogne
Presentazione del libro di Maria De Lorenzo
con Franco Arminio, Vito De Filippo, Luigi De Lorenzo

15.00/19.00, Auditorium
Parlamenti comunitari
Paolo Albera, Deni Bianco, Egidia Bruno, Francesca Catarci, Mariangela Contursi, Grazia Coppola, Cyop&Kaf, Sante Cutecchia, Antonio De Luca, Antonio De Rosa, Rocco De Rosa, Nicola De Salvo, Andrea Di Consoli, Nicola Di Croce, Mario Festa, Raffaella Fiorini, Adele Fusco, Antonio Infantino, Pasquale Innarella, Mariantonietta Ippolito, Silvia La Ferrara, Canio Loguercio, Enrico Minasso, Mauro Minervino, Anna Palumbo, Gianfranco Pannone, Tonino Perna, Giampiero Perri, Ulderico Pesce, Antonio Petrocelli, Luca Rando, Giuseppe Rubilotta, Giulio Rimondi, Andrea Semplici, Ute Sussbrich, Marcello Tagliente, Imma Tessitore

17.00
Passeggiate intorno al paese in cerca di alberi/uomini e donne/radici
Tiziano Fratus

18.00, Cortile Palazzo Colonna
Fimmine, fimmine. Il teatro della vita
presentazione libro e video, con Caterina Pontrandolfo, Maira Marzioni, Assunta Zecca

19.00, Cortile Palazzo Colonna
Senza voce. Storia di ciccilla, briganta si e santa no
di Valentina Diana, regia Silvia Lodi, con Silvia Lodi e Leone Marco Bartolo. Principio attivo teatro

19.00, Casa di Carlo Levi
Canto al tramonto
Claudia Fofi
Un esperimento per far nascere un canto e dimenticarlo dopo averlo cantato, aperto a tutti, maschi femmine bambini vecchi.

21.00, Piazzetta Panevino
W l’italia.it… Noi non sapevamo
di Egidia Bruno e Marie Belotti, con Egidia Bruno

21.30, Piazzetta Panevino
Interno familiare
da Il mare non bagna Napoli. Iaia Forte legge Anna Maria Ortese

22.30, Piazzetta Panevino
21 anni in 21 minuti. mi Rifiuto di chiamarla Emergenza
di Edoardo Ammendola, Gabriella Galbiati, Nicola Laieta

23.00, Piazza Garibaldi
Concerto per Aliano
O rom

24.00, Piazza Garibaldi
Concerto per Aliano
Cicuta quartet

1.00, Piazzetta Panevino
Concerto per Aliano
Renanera

2.00, Auditorium
Letture, visioni e parlamenti intimi fino all’alba
Francesca Catarci, Andrea D’Ambrosio, Rocco De Rosa, Francesco Dongiovanni, Antonello Faretta, Tiziano Fratus, Aurelio Donato Giordano, Roberto Linzalone, Matteo Martone, Antonello Matarazzo, Fucina Monteleone, Carlo Peluso, Raffaella Rose, Chiara Idrusa Scrimieri, Luca Tognacci

Sabato, 23 agosto 2014

10.00, Alianello
Passeggiata
con Carmen Pellegrino, abbandonologa

10.00, Casa di Carlo Levi
Demoni di mezzogiorno
Lectio di Francesco Saverio Sasso

11.00, Casa di Carlo Levi
Mappa del Mediterraneo / Carta d’imbarco
Antoine Cassar, Biagio Lieti

11.00/20.00
Concerti ambulanti
Musica Lucanìa

12.00, Piazza Garibaldi
Aliano saluta Matera 2019
Luigi De Lorenzo, Sindaco di Aliano
Salvatore Adduce, Sindaco di Matera

15.00/18.00, Auditorium
Parlamenti comunitari
Sandro Abruzzese, Irene Balducci, Livio Borriello, Marianna Borriello, Biancamaria Bruno, Antonello Caporale, Valeria Castellano, Angelo Castelluccio, Andrea Costantino, Salvatore D’Angelo, Franco De Cillis, Mauro De Cillis, Egidio De Stefano, Francesco Erbani, Francesco Escalona, Francesco Fodarella, Pietro Lacorazza, Eugenio Lorenzano, Deborah Lucchetti, Mario Lusi, Luciano Malanga, Mauro Marino, Monica Martinelli, Angelo Mastrandrea, Luigi Mesisca, Fabio Nigro, Francesco Nigro, Carmen Pellegrino, Paolo Piacentini, Jonathan Pierini, Stefano Pisani, Timothy Raeymaekers, Marta Ragozzino, Graziana Roscigno, Concetta Russo, Franco Salcuni, Mario Salzarulo, Antonio Santoro, Vincenzo Santoro, Giuseppe Sciretta, Luca Tricarico, Francesco Ventura, Paolo Verri

18.00, Cortile Palazzo Colonna
Letture per Aliano
I quattro fratelli Scardaccione

18.00, Auditorium
Lavorare con lentezza
Presentazione del libro su Enzo Del Re, con Antonio Infantino, Andrea Satta, Timisoara Pinto

19.00, Cortile Palazzo Colonna
Altroteatro
Ritorno in paese. Appunti di un viaggio in un cortile
con Livio e Manfredi Arminio, Eugenio Nocciolini, Caterina Pontrandolfo, Benedetta Tosi
Testi di Franco Arminio, Eliana Petrizzi, Amelia Rosselli, Rocco Scotellaro

19.00, Piazza San Luigi
Le disobbedienti. Teatro-danza
a cura di Angela Calia e Nadia Casamassima

21.00, Anfiteatro
Pregiudizi convergenti
Antonella Stefanucci, monologo tratto da un’opera di Domenico Ciruzzi

21.30, Anfiteatro
Il poeta d’alluminio
teatro di Ulderico Pesce, tratto da testi di Franco Arminio

22.30, Piazza Garibaldi
Premio alla carriera ad Antonio Infantino

23.30, Piazza Garibaldi
Concerto per Aliano
Rosapaeda

1.00, Auditorium
Pollino79
concerto e documentario di Luigi Cinque
Poesia bianca
Il cinema di Simone Massi
Ma che storia…
Le pietre della Basilicata
due film di Gianfranco Pannone

1.30, Piazzetta Panevino
Poeti verso la Puglia
Vittorino Curci, Raffaele Niro, Ilaria Seclì, Giuseppe Semeraro, Pasquale Vitagliano

2.30, Piazzetta Panevino
Concerti per Aliano
Musica Lucanìa
Aedo

3.30, Piazzetta Panevino
Canti, storie, letture, monologhi e altri deliri
Francesca Ambrosio, Nando Brusco, Gaetano Calabrese, Francesco D’Onofrio, Gianni Iasimone, Vincenzo Libonati, Francesco Lomonaco, Angelo Maddalena, Francesco Sigillino, Marcello Tosi

5.00, Casa di Carlo Levi
Arpa all’alba
Giuliana De Donno
Venezia non esiste
Nazim comunale
L’alba giusta
Vito Maria La Forgia

6.00, Casa di Carlo Levi
Canzoniere dell’ansia
Franco Arminio e Alfonso Guida

6.30, Cimitero di Aliano
Letture per don Carlo
Andrea Di Consoli

Domenica, 24 agosto 2014

10.00, Casa di Carlo Levi
Dello sradicamento e di altre afflizioni contemporanee
Francesca Romana Recchia Luciani

11.00, Auditorium
Paura della libertà
Presentazione del libro con un inedito di Carlo Levi
a cura di Paolo Saggese, con Rocco Brancati, Vito Angelo Colangelo, Vito De Filippo,
Luigi De Lorenzo, Don Pierino Dilenge

15.00/19.00, Auditorium
Parlamenti comunitari
Salvatore Adduce, Pino Aprile, Fabrizio Barca, Piero Bevilacqua, Sergio Blasi, Filippo Bubbico, Luisa Cavaliere, Mimmo Cersosimo, Vito De Filippo, Vezio De Lucia, Luigi De Lorenzo, Stanislao De Marsanich, Marco Esposito, Cosimo Latronico, Pietro Laureano, Laura Marchetti, Salvatore Margiotta, Mimmo Nicoletti, Pasquale Persico, Franco Piperno, Gianni Pittella, Marcello Pittella, Cristiano Re, Marta Ragozzino, Isaia Sales, Mariano Schiavone, Vito Teti, Raffaele Vescera

18.00, Cortile Palazzo Colonna
Ultime atlantidi
Performance di canti di tradizione orale a cura di Caterina Pontrandolfo

19.00, Cortile Palazzo Colonna
Jancu . Un paese vuol dire
di e con Fabrizio Saccomanno

21.30, Piazzetta Panevino
Un paese ci vuole, anzi due
Franco Arminio, Rocco Papaleo, Guerino Rondolone

22.30, Piazza Garibaldi
Concerto per Aliano
Canzoniere grecanico salentino

24.00, Piazzetta Panevino
Concerto per Aliano
Alessandro D’Alessandro e Canio Lo Guercio

1.00, Auditorium
Solo
Carmine Ioanna
1.30, Auditorium
Concerto per Aliano
Bruno Bavota

2.00, Auditorium
Quattro canzoni e quattro poesie
di Claudia Fofi, accompagnate da Rocco de Rosa

2.30, Auditorium
Sonoaria
Rocco De Rosa

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Laboratori e performance

Osservazioni del cielo / Franco Piperno
Le disobbedienti. Teatro-danza / a cura di Angela Calia e Nadia Casamassima
Poesia in azione / Silvana Kuhtz
Autoritratto ricostruito / Federica Cerami
La cameriera di poesia / Claudia Fabris
Esercizi di sinestesia / Elvira Fraccalvieri
Caffè filosofico / Leonardo Festa
Esercizio di fantasiologia / Massimo Gerardo Carrese
Italia Senza Tempo / Angelo Chiacchio, Walter Molfese, Ilaria Navarra
Meravigliosa grafologia cinese / Davide Vona
Cosa resta della nostra natura selvaggia / Tiziana Luciani
Letture a bassa voce / Alessandra Battaglia
Sulle antiche vie dei pastori / Mimmo Cecere
Danza limpida / Adriana Borriello
Maschere alianesi / Nicola Toce

Azioni artistiche permanenti

Pietrantonio Arminio, Deni Bianco e Francesco Lippolis, Cyop&Kaf

Installazioni e mostre

Maria Cristina Ballestracci, Roberto Campoli, Lorenzo Casali, Mario Carbone, Antonio De Luca, Franco Lancio, Federica Massaro, Rocco Scattino, Ugo Simeone, Maria Grazia Tata

Scuole provvisorie

Fotografia 1 / Enrico Minasso
Fotografia 2 / Giulio Rimondi
Cinema 1 / Gianfranco Pannone
Cinema 2 / Francesca Catarci
Scultura / Antonio De Luca
Canto / Caterina Pontrandolfo
Musica / Pasquale Innarella

Proposte

Tutte le sere in Piazza San Luigi
Resistenza gastrofonica viaggiante
Un carrello-cucina, un westfalia, patate e farina che lavorandoli diventano gnocchi, suoni che si intrecciano agli odori.

tutte le sere

Paese provvisorio
Collettivo paesologi sentimentali. Installazione e performance
Il paese provvisorio è fondato sul dono incondizionato e incoraggia la scoperta delle risorse individuali, dà valore ai luoghi e all’interazione e alla collaborazione creativa. Rispetta l’ambiente e si impegna a cancellare ogni traccia fisica delle proprie attività, cercando il più possibile di lasciare il luogo in condizioni migliori di quelle trovate. Tutti i paesologi sentimentali sono invitati a lavorare e a giocare rendendo reale questo mondo con azioni a cuore aperto.

Casa dell’americano

Caffè con l’autore
Ogni giorno per il dopo festival le inquiline della casa ospitano un reading di uno scrittore. Con Antonella Bukovaz, Peppe Lanzetta, Canio Loguercio

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