Carlo Levi nacque a Torino il 29 novembre 1902, vi trascorse l’adolescenza e la giovinezza. Intimo amico di Pietro Gobetti e dei giovani che attorno a “Rivoluzione Liberale” andavano scoprendo insieme se stessi ed i problemi fondamentali di libertà della vita italiana.

Si laureò in medicina a soli ventidue anni nello stesso anno in cui espose per la prima volta le sue opere pittoriche di tendenza espressionistica, alla Biennale di Venezia e partecipò ai primi gruppi di resistenza contro il fascismo.

Fu uno del gruppo dei sei pittori di Torino che, contro la retorica servile dell’arte ufficiale, la falsa modernità del futurismo e il conformismo del novecento, attribuirono alla pittura il valore di espressione della libertà.

Diede vita alle prime organizzazioni clandestine e fu il fondatore di “Giustizia e libertà”. Nel maggio del 1935, alla vigilia della guerra contro l’Etiopia, vennero operati numerosi arresti nelle fila di “Giustizia e libertà”, tra i torinesi, in particolare Vittorio Foa, Michele Giua e Massimo Mila.

Come fiancheggiatori vennero fermati lo stesso Carlo Levi, Franco Antonicelli e Cesare Pavese.

Il 15 luglio la Commissione provinciale per il confino di Roma, ricevuto il rapporto della Questura, decideva di assegnare Carlo Levi al confino di polizia per tre anni “Siccome pericoloso per l’ordine nazionale per aver svolto…attività politica tale da recare nocumento agli interessi nazionali”.

Otto giorni dopo, ancora a Roma, Carlo Levi indirizzò una lunga ed appassionata difesa alla Commissione d’appello protestando la propria estraneità ai fatti che gli venivano contestati e ribadendo l’intenzione di dedicarsi esclusivamente alla sua attività di pittore.

La Commissione d’appello respingeva in via definitiva la sua domanda. Il 15 luglio la Regia Prefettura di Roma ne ordinò l’assegnazione al confino che avrebbe dovuto scontare a GRASSANO in Basilicata.

Non essendo considerata Grassano sufficientemente sicura per la vicinanza dello scalo ferroviario su proposta del Prefetto di Matera l’artista fu trasferito ad ALIANO, un piccolo paese quasi inaccessibile a quel tempo, a causa della mancanza di vie di comunicazione.

Il confino ad Aliano pose così Levi in contatto con la realtà meridionale a lui del tutto sconosciuta e dalla quale rimase profondamente colpito.

L’esperienza fatta in quel breve periodo determinò una svolta nella sua vita come lo stesso Carlo Levi scrisse nella lettera posta a prefazione della seconda edizione del suo romanzo più celebre: “CRISTO SI E’ FERMATO AD EBOLI” Il libro ha avuto un successo straordinario, è stato tradotto in moltissime lingue dalla Cina alla Francia, dagli Stati Uniti all’Unione Sovietica, dall’Islanda alla Grecia, all’Inghilterra, dal Giappone all’America Latina, e ha ricoperto un ruolo di primo piano nella storia della Basilicata perché alla sua uscita, nel 1945, suscitò l’interesse di intellettuali, artisti, politici tanto che tutta l’opinione pubblica fu sensibilizzata di fronte ai gravi problemi socio-economici della regione.

Nel 1939 espatriò in Francia, nel 1941 ritornò in Italia e nel 1943 fu di nuovo arrestato. Gli anni cinquanta si segnalano per l’intensa e proficua attività letteraria che portò alla pubblicazione di opere significative come “L’orologio”, “Le parole sono pietre”, “Il futuro ha un cuore antico”, “La doppia notte dei tigli”.

Nel 1963 lo scrittore fu eletto senatore della Repubblica e proseguì la sua straordinaria attività di pittore testimoniata da numerosi lavori e mostre in Italia e all’estero.

Morì a Roma il 4 gennaio del 1975; è sepolto ad Aliano, il paese che fu portato all’attenzione mondiale dal suo libro più famoso ed autentico.

Il libro che, in questo programma è l’ispiratore fondamentale del progetto, fu scritto a Firenze dal Natale del 1943 alla fine di luglio del 1944 nel momento più drammatico della guerra quando la chiusura clandestina e la presenza della morte, riportarono l’autore a rivivere ancora una volta quei valori umani fondamentali che egli aveva trovato negli anni del suo confino ad ALIANO.

Le opere

Molta ed intensa fu l’attività letteraria ed artistica di Carlo Levi, ma il suo capolavoro letterario considerato ormai un classico della nostra letteratura, fu il “CRISTO SI E’ FERMATO A EBOLI”, ambientato nell’immaginario paese di Gagliano (ALIANO) nel quale per circa un anno il Levi ha potuto penetrare negli arcani misteri, nelle storie, nelle leggende, nelle magie e nelle miserie dei contadini del mezzogiorno.

La vicenda è autobiografica: Levi, confinato durante il fascismo in un piccolo paese della Lucania, viene a contatto con la miseria profonda di quella parte oscura e dolente dell’Italia rimasta sepolta per millenni sotto il peso dell’ingiustizia e dell’indifferenza politica.

E’ l’Italia dei contadini del Mezzogiorno, di una popolazione che vive ai margini della storia e per la quale lo stesso messaggio di Cristo sembra ancora di là da venire.
Nasce così, dal rapporto continuo e vibrante tra il mondo interiore dell’Artista e il mondo paziente e antichissimo di quella gente primitiva, un racconto alla scoperta di una diversa civiltà, un rapporto d’amore, di poesia, di totale identificazione.

La possibilità di leggere il libro in tutti gli ampi sensi, poetico, linguistico, strutturale, politico, sociale, psicologico, analitico, storico, saggistico, e pittorico, riporta alla definizione stessa dell’opera d’arte.

La insufficienza di tutte le analisi e le interpretazioni date nel tempo che non tengano conto del carattere di fondamentale molteplicità dell’opera è confermatadalla diffusione universale, dalla reale popolarità fuori di ogni strumento di industria culturale, verso gli innumerevoli paesi nei quali i nostri problemi particolari sono ignoti o indifferenti.

E’ dunque il suo carattere giovanile di pura e assoluta potenza, la sua continua invenzione di libertà, che dona a quest’opera un valore, per tutti, rinnovatore e creativo di esistenza.

Prima del “Cristo si è fermato a Eboli” Carlo Levi aveva scritto, nell’autunno del 1939, in Francia, “Paura della libertà” pubblicato nel 1946, che è la radice e la chiave di tutto il pensiero di Levi sviluppato nelle opere successive.

L”Orologio”, scritto nel 1948-49 e pubblicato nel 1950, ritrova nella Roma dell’immediato dopoguerra, il mondo popolare del “Cristo” nel suo primo tempo di liberazione e di movimento.

Ne “Le parole sono pietre” del 1955, ritroviamo in Sicilia quello stesso mondo che si affaccia per la prima volta all’esistenza e alla storia e ne diventa drammaticamente consapevole.

E’ ancora questo nascere e formarsi della libertà il contenuto di “Il futuro ha un cuore antico” che narra la riscoperta della storia nella Russia di oggi.

Nella “Doppia notte dei tigli” del 1959 si scende nel doppio vuoto della Germania.

Con “Tutto il miele è finito” del 1964, ritorniamo, in Sardegna, a quel mondo arcaico da cui eravamo partiti ed al dramma della sua crisi. In un certo senso tutti i libri di Levi e i suoi numerosissimi scritti costituiscono un’opera unica in continuo sviluppo ed arricchimento, legati da un’unità fondamentale che va al di là dei singoli racconti e dei particolari problemi, e che, come la sua grande opera di pittore, si rivolge alle radici stesse dell’uomo.

La Professoressa Maria Xenia Zevelechi Wells dell’Università del Texas ad Austin possiede l’unica copia autografa originale del manoscritto “Cristo si è fermato a Eboli”.

PARCO LETTERARIO CARLO LEVI

 Il Parco Letterari® Carlo Levi:

Il parco, realizzato per onorare la memoria di Carlo Levi, è ricchissimo di luoghi, oggetti, eventi che ci fanno ripercorrere i passi del suo esilio degli anni ’30. Nel paese è possibile visitare la casa restaurata dove abitò Carlo Levi, assistere a spettacoli teatrali all’aperto, visitare la mostra permanente allestita nell’ex municipio del paese, o visitare il riallestito set cinematografico del film “Cristo si è fermato a Eboli”.

INFO

Parco Letterario “Carlo Levi”

Via Martiri d’Ungheria, 1
Tel. 0835 568529 – 0835 568038 (Comune)
Fax 0835 568900
Cell. 320 2745706

E-Mail info@parcolevi.it – http://www.parcolevi.it

ORARI CENTRO INFORMAZIONI TURISTICHE:

INVERNALE:
Mattino ore 10.30 – 12.30 Pomeriggio ore 15.30 – 18.00
ESTIVO:
Mattino ore 10.30 – 12.30 Pomeriggio ore 16.30 – 19.30
Chiusura settimanale : Lunedi
ORARI VISITE

Visita casa levi – museo della civiltà contadina e pinacoteca Carlo Levi
INVERNALE:
Mattino ore 11.30 – pomeriggio ore 16.30
ESTIVO:
mattino ore 11.30 – pomeriggio ore 17.30

Si precisa che per tutte le informazioni sulle visite telefonare
al centro informazioni turistiche 0835/568529