Aliano, un piccolo centro del’Appennino meridionale adagiato in equilibrio sulle sue cime argillose dei calanchi.

I profumi di questa terra la sua vita e la miseria dei vecchi contadini che per secoli è trascorsa lontano dalla storia sono stati protagonisti intensi nel palcoscenico del “ Cristo si è fermato a Eboli”.

Dopo una serie interminabile di curve, finalmente si arriva ad Aliano, un assolato paesino sui primi contrafforti dell’Appennino lucano, dove Levi trascorse sette mesi di confino politico tra il 1935 e il 1936. Qui la vita sembra scorrere lentamente, tanto lentamente che nei vicoli ti aspetti di incontrare da un momento all’altro l’artista piemontese. Inizialmente si ha l’impressione che il tempo si sia fermato ai giorni del suo confino: osservare quel paesaggio è come leggere le pagine del Cristo. Aliano , è un paese che non va spiegato, ma visto.

È un luogo singolare, unico, infatti sorge sul bordo di un ripido dirupo, immerso nel paesaggio lunare dei “calanchi”, enormi colline argillose erose dalle piogge e dal vento. È un paesaggio violento, nudo, dove scopri effettivamente la debolezza della terra che non ha resistito e poco alla volta ha ceduto, isolando il paese tra una lunga serie di fossi e burroni. Si ha, infatti, la sensazione di ritrovarsi sopra una vecchia nave immobile.

Nei precipizi mozzafiato erosi dall’ acqua, ogni anno si sciolgono le bianche argille ed i dirupi avanzano minacciosi divorando parti di territorio fino ad incontrare le porte delle antiche case a calce bianca. Paesaggio e centro abitato diventano un’unica cromia.

Aliano è oggi inserito nei circuiti nazionali de “ I Parchi Letterari” che si propongono di organizzare e divulgare le straordinarie peculiarità del suo paesaggio esaltandone gli aspetti letterari, storiche, architettoniche, ambientali e socio_antropologiche.

Il progetto si inserisce nei programmi turistici di Aliano e delle limitrofe aree comprensoriali con lo scopo di tratteggiare un vero e proprio tessuto connettivo con le altre realtà locali, attraverso una serie di interventi finalizzati a promuovere i calanchi e Aliano come esempio culturale e paesaggistico.

Il progetto è stato concepito non come punto di arrivo, ma piuttosto come punto di partenza; una formula da riempire di contesti con proposte, suggerimenti, eventi che possano dare slancio all’economia ambientale e paesistica esaltando la natura ed i contenuti in essa nascosti. Il crescente elevato interesse di turisti nel visitare e soggiornare in aree protette, contribuisce notevolmente al rilancio dell’economia delle popolazioni locali, creando un flusso di ritorno economico che si espande naturalmente ai paesi limitrofi ed alle regioni confinanti.

Aliano è sede di fenomeni geomorfologici talmente interessanti ed estese, da costituire già attualmente un forte richiamo per studiosi verso quella serie di fenomeni spettacolari che sono i calanchi. Il visitatore che si dirige verso il paese, dopo aver attraversato le ampie valli dei campi coltivati lungo i fiumi Agri e Sauro, all’improvviso inizia a scorgere in lontananza un orizzonte insolito, bianco, quasi irreale.

È solo dopo qualche kilometro di percorrenza della strada principale si verifica un vero sconvolgimento ambientale; l’impressione è quella che si prova a bordo di una nave la quale, lasciate le acque tranquille si imbatta all’improvviso in un oceano agitato da onde inquiete, irregolari, minacciose, con creste martoriate e spumeggianti e ripide vallate precipitanti verso il fondo.
Sono le gole profonde dei calanchi plasmate dal vento e scolpite dall’acqua.